“Non amo criticare il cattivo gusto degli altri, ognuno ne ha diritto. Bisognerebbe però saper ringraziare il relativismo culturale del contemporaneo e non criticarlo solamente come ha fatto Fini nel suo discorso di insediamento alla Camera. Solo grazie ad esso il nostro presidente Fini può andarsene in giro per il parlamento con una cravatta simile, divorziare e fare l’inseminetor a destra e manca come molti altri leader politici e contemporaneamente insistere ogni giorno coi valori cattolici. Se non ci fosse il relativismo contemporaneo l’avremmo già ficcato in un buca e preso a sassate. [...]“
cit discorso :
“un’insidia per la nostra libertà e, di conseguenza, per la nostra democrazia a mio avviso esiste tuttora. La minaccia non viene di certo dalle ideologie antidemocratiche del secolo scorso, che sono ormai sepolte con il Novecento che le ha generate. I rischi per la nostra libertà sono oggi di tutt’altra natura. L’insidia maggiore viene dal diffuso e crescente relativismo culturale, dalla errata convinzione che libertà significhi assoluta pienezza di diritti e pressoché totale assenza di doveri e finanche di regole (Applausi). La libertà è minacciata nello stesso momento in cui – come sta avvenendo per alcune questioni – nel suo nome si teorizza una presunta impossibilità di definire ciò che è giusto e ciò che non lo è (Applausi).”
